Quando si dorme, in piena notte, ogni rumore è amplificato. Può essere il tonfo di un oggetto in bilico che cade, il cordoncino della zanzariera che urta il vetro della finestra, il vicino di casa che chiude una porta. Si sa: suoni a cui di giorno non badi, di notte diventano sinistri e inquietanti.

Ricordo quando una volta, all’improvviso, alle tre del mattino, si accese la TV per chissà quale funzione di timer manomessa (inutile specificare che c’era lo zampino di Nené, il piccolo di casa).

Io stavo sognando di essere indaffarata tra documenti e scartoffie, alle prese con scadenze e corse contro il tempo. Un incubo, più che un sogno.

Quando il televisore decise di mettersi magicamente in modalità ON, nel film notturno trasmesso da Italia 1, un tizio piuttosto nervoso urlava: “Manda subito questa cavolo di mail!”.

Il volume era quasi al massimo, ovviamente.

Un incubo nell’incubo.

Mi chiedo tutt’oggi se si possa parlare di coincidenza o se il sogno sia maturato nell’inconscio come conseguenza del sottofondo televisivo.

Un’altra esperienza di rumori notturni improvvisi, risale a un po’ di anni fa.

Era inverno, c’era un vento forte. Talmente forte, da spingere l’imposta dell’infisso per zufolare anche tra le quattro mura della mia cucina.

Tuttavia, io avrei continuato placidamente a dormire, non fosse stato per l’allarme, che iniziò a suonare all’impazzata.

Sussultai. I bimbi, invece, ronfavano beati, nemmeno le cannonate in piena notte li svegliano, specie se l’indomani c’è scuola.

In quella manciata di secondi, una parte di me temeva l’intrusione di chissà quale malvivente, l’altra confidava in un guasto del sistema d’allarme. In bilico tra le due ipotesi, mi recai a piccoli passi verso l’ingresso di casa, armata di una… scopa. Sì, proprio di una scopa, ovvero del primo oggetto in grado di infondermi un minimo di sicurezza.

Scoperto l’arcano, riaccostai l’infisso della cucina, reimpostai l’allarme e ripresi a dormire.

L’indomani, ripensando all’accaduto, ne misi in dubbio l’autenticità, chissà, forse era stato tutto un sogno…. Poi, la scopa adagiata sulla centralina dell’allarme, confermò la mia folle prodezza notturna e mi resi conto di quanto si possa essere incoscienti quando ci si sveglia all’improvviso.

Questa notte, invece, in piena vigilia di Ferragosto, a svegliarmi di soprassalto è stata la caduta dal letto di Nené, preannunciata da una sirena d’ambulanza che suonava a più non posso. Sì, quando c’è di mezzo mio figlio, nessuna banalità. Volete mettere una normale caduta dal letto con un esilarante atterraggio sull’ambulanza di Barbie?

Sono accorsa pensando al solito giochino rumoroso che inizia a suonare per chissà quale motivo e invece ho trovato Nené rannicchiato per terra che dormiva placidamente, zuppo di sudore.

L’ho rimesso a letto e mi sono prodigata a capire come spegnere la sirena dell’ambulanza, mentre la Barbie infermiera della mia primogenita rotolava sulla pista delle Hot Whells.

Ecco cosa succede quando dimentico di controllare lo stato della cameretta a fine giornata. Stavolta, però, il disordine è servito a segnalare la caduta rocambolesca del monello.

Eh no, noi non ci annoiamo mai, nemmeno quando si dorme…

M.C.

 

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