Chi ha detto che l’estate è la stagione del relax?

Quest’anno, poi, ho avuto la felice idea di far ripitturare tutta casa. L’idea era anche quella di approfittarne per togliere da mezzo un po’ di cianfrusaglie, ma alla fine mi ritrovo sommersa da pacchi zeppi di scartoffie, tra secchi e pennelli.

Oggi è il turno della cucina, quindi mangiamo accampati in salotto, tra pile di libri e CD.

Nel tardo pomeriggio, inoltre, c’è la festa di compleanno della mia nipotina, che compie due anni.

Ho promesso a mia sorella di arrivare un po’ prima per aiutarla nei preparativi e stavolta non intendo arrivare in ritardo, come al mio solito.

Sono una ritardataria cronica, è risaputo. I motivi sono molteplici: non so mai cosa mettere, c’è traffico, non trovo parcheggio…

Così, oggi chiamo i miei figli a rapporto con un bel po’ di anticipo e, strano ma vero, ci prepariamo con sorprendente rapidità.

Quando stiamo per uscire di casa, però, l’imbianchino non ha finito.

“Noi dobbiamo scendere, ti lascio il cancello aperto, ok?” gli dico, prima di fiondarmi nell’auto.

Il tempo guadagnato nel vestirci velocemente, lo perdiamo per tornare indietro a recuperare il regalo dimenticato e, ovviamente, c’è un gran traffico.

Di contro, trovo incredibilmente subito il posto dove parcheggiare l’auto. Ma chiaramente siamo comunque in ritardo.

Arrivo trafelata al parco giochi, i bimbi schizzano verso l’animazione e io non vedo l’ora di sedermi e rinfrescarmi con una bibita.

“Mariè, sei qui! Per favore, vuoi accompagnare Giuseppe a ritirare i rustici?”

Addio sogni di gloria.

Due minuti dopo, sono imbottigliata nel traffico con mio cognato, per poi ritrovarci in una rosticceria acquattata in un vicolo stretto, dove l’auto non può transitare. Ed eccoci, dunque, grondanti di sudore, a trasportare i vassoi fino alla macchina, distante un bel po’, in un ripido saliscendi di ciottoli dissestati. Poco ci è mancato che facessi cadere uno dei vassoi…

In compenso, al rientro trovo di nuovo posto con facilità, il che qui in Penisola Sorrentina, credetemi, è una gran fortuna.

Approdo di nuovo alla festa. I miei figli sono alle prese con una caccia al tesoro, non si sono nemmeno accorti della mia assenza. Prima di catapultarmi su una panchina, cerco la mia nipotina per farle gli auguri, ma come tutti i bambini alla propria festa di compleanno, è presa da ben altro e mi liquida con un veloce tì, zia, gratie.

Finalmente prendo posto e sorseggio una birretta fresca. Tra gli invitati c’è anche mio cugino Francesco. Ricordate?  Ogni volta che mi rivede, gli torna alla mente la mia disavventura in autogrill e se la ride ancora a più non posso. Beh, ne avrà ancora da ridere, perché di disavventura sta per arrivarne un’altra. Infatti, mentre scambio due chiacchiere con lui e Susy, la sua fidanzata, ecco arrivare una telefonata.

Non so perché, ma quando mi squilla il cellulare, sento odore di imprevisti, sempre se non si tratti delle solite promozioni commerciali.

Scorgo sul display il nome dell’imbianchino.

“Mariaelena, scusami… volevo dirti che io ho finito…”

“Ah… bene!”

“Però hai chiuso la porta d’ingresso e non posso uscire da casa tua…”

Tombola. Ho avuto cura di lasciare il cancello spalancato, ma ho dato la girata di chiavi al portoncino, chiudendolo dentro.

“Scusatemi, vado e vengo… per sbaglio ho chiuso l’imbianchino dentro casa…” blatero e le risate fragorose di Francesco e Susy accolgono questa mia ennesima disavventura. Anche i miei genitori, nelle vicinanze, se la ridono e sì, rido anche io, perché nonostante tutta la stanchezza delle ultime ore, vogliamo mettere un anonimo pomeriggio estivo di relax con un divertente tran tran del corri di qua e corri di là?

Vi risparmio i dettagli sul traffico e sulla ricerca, stavolta disperata, del parcheggio.

In compenso, riesco a tornare in tempo per il taglio della torta e, a conclusione di questo pomeriggio rocambolesco, ho persino l’onore di farmi una foto con la piccola festeggiata.

M.C.